Proverbi piemontèis/f

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Sapiensa antica dël pòpol piemontèis
Copertin-a

Francesco Torniello da Novara Letter F 1517.png

Contnù

F[modifiché]

  1. Fà ch' it n'àbie = "Fa che tu ne abbia!". Una locuzione composta è Fà ch'it n'àbie e "procura d'avèjne" che nel suo significato globale suona come "abbine abbastanza e poi aiutati da solo".
  2. Fà coma coj 'd Paris che quand ch'a piev a lasso pieuve = Fa come quelli di Parigi che quando piove lasciano piovere".
  3. Fà coma col ch'a l'é cascà da caval e ch'a disìa ch'a vorìa dësmonté = "Fa come chi è caduto da cavallo e che diceva che voleva scendere".
  4. Fà coma 'l prèive a dis, nen coma 'l prèive a fà = "Fa come dice il prete, non come lui fa".
  5. Fà lòn ch'it deuve, e peui lassa core = "Fa quello che devii e poi lascia correre".
  6. Fa nen ël gadan! = Non vantarti troppo.
  7. Fà nen ël pito = "non fare il tacchino": non ti lamentare, non essere noioso con i tuoi lamenti. Lo si chiede a chi si lamenta di continuo ed è noioso con il suo borbottare.
  8. Fà nen la pita = "non fare la tacchina".
  9. Fa nen parej! = Non fare così!
  10. Fà nen tant l'erlo che tant it saras sèmpre 'n merlo = "Non fare tanto il galletto perché tanto sarai sempre un merlo".
  11. Fà tension al bërlica-fojòt = "Fa attenzione al lecca tegami!". Attenti al diavolo! Al diavolo non restano che gli avanzi nel tegame.
  12. Facenda crinòira = Faccenda sporca, un affare poco pulito.
  13. Facia 'd tòla = "faccia di bronzo". persone dal comportamento spudorato, sfrontato, che non vergognandosi di nulla non arrossiscono mai, proprio come se il loro viso fosse protetto da una maschera.
  14. Fàcia da carlevé = "faccia da carnevale": truccato/a o portante una maschera come a carnevale.
  15. Fàcia da forca = "faccia da forca", aver la faccia di un condannato a morte.
  16. Fàcia franca, busìa pronta e gamba lesta = "Faccia tosta, bugia pronta e gamba lesta".
  17. Fafioché! = "fà-nevicare": persona di tante chiacchiere e pochi fatti.
  18. Fagnan = Scansafatiche, persone che hanno poca voglia di lavorare, così come di studiare.
  19. Fàit con ël faussèt = Fatto con la roncola. Persona grossolana nello svolgere i lavori che pertanto risultano essere fatti alla carlona, ma anche di persona scorbutica e scontrosa
  20. Fàit ël let e ramassà la cà, anche s' a-i é miseria gnun a lo sa. [Ij piemontèis, anche ant la povertà, a l'han sempre dimostrà na dignità aimarchèivla. Sto proverbi a peul bin arsume cole régole sèmpje che minca mare subalpin-a a mostra a la fija, ch'un dì a sarà responsabil ëd la ca, tanme "lassé nen ij piat ëspòrch ant ël lavandin. A val ëdcò për ij mas-cc...].
  21. Fàit për la chërsùa = Fatto per la crescita. Vestito "abbondante".
  22. Fàite le nòsse a sàuta fòra 'n bon partì = "Fatte ne nozze salta fuori un buon partito".
  23. Falabrach! = Persona sciocca ed inetta.
  24. Fam da luv = Farne di lupo.
  25. Fam da sonador = "Fame da suonatore". Simile a: e Avèj n'aptit e na sèj da sonador = avere un appetito e una sete da suonatori.
  26. Fame 'l piasì! = ...ma fammi il piacere, va!
  27. Fame nen giré la barëtta = "Non farmi girar la berretta",non farmi disperare, arrabbiare.
  28. Fame nen giré le scàtole = "non farmi girare le scatole"..
  29. Fame nen vnì 'l làit ai ghëmmo = "Non farmi venire il latte ai gomiti!".
  30. Fame nen vnì mat! = Non farmi venire matto!
  31. Fanfaluch = Contafrottole, colui che racconta volentieri bugie.
  32. Farinel da bross = Birichino da formaggio,forte e piccante. Simile a: Brighela, Dësbela, Friponòt, Gabassin, Gramèt.
  33. Faso mach ël gir dij pivi = "Faccio solo il giro delle rondini", quattro passi.
  34. Fat coma na cossa = "insipido come una zucca", insipido, apatico.
  35. Fate aso, e tuti it càrio = "Fatti asino e tutti ti caricano" pesi addosso.
  36. Fate nen cap ed la compagnìa, përchè ch'a l'é 'l cap ch'a paga a l'osterìa = "Non farti capo della compagnia, perché è il capo che paga all'osteria".
  37. Fate nen ëd débit! = Non farti dei debiti!
  38. Fatiga për savèj e travaja për avèj = "Fatica per sapere e lavora per avere".
  39. Fàuss coma l'ànima 'd Giuda = "Falso come l'anima di Giuda".
  40. Fé andé a j'ors = "fare andare agli orsi", esasperare.
  41. Fè andé anans ël menagi = ...tirare avanti.
  42. Fé andé mat = "Far ammattire".
  43. Fé balé ij dent ant un cossòt = Far ballare i denti in una zucchina. É palese che addenti solo quelli chi non se la passa bene, anzi viva in miseria
  44. Fé balé ij trantedoi = "Far ballare i trentadue" denti, andare a mangiare.
  45. Fé balé 'l corenton = fare ballare la danze tipica del Monferrato., di fatto "suonarle di santa ragione".
  46. Fé balé la carità = "Far ballare la carità". Considerando che la "carità" è una focaccia rituale nelle sagre piemontesi tipica soprattutto del Canavese e Monferrato, il detto viene usato in occasione delle feste patronali in quanto di solito al programma delle funzioni religiose si accompagna quello degli appuntamenti più mondani: qui la "carità"è anche nel significato originario.finisce per diventare protagonista e trascinata nel ballo
  47. Fé bassé 'l cachét = Fare abbassare la spavalderia.
  48. Fè bassé la cresta = "Fare abbassare la cresta"
  49. Fé baudëtta = far festa, la manifestazione di gioia rumorosa e allegra.
  50. Fé beuje 'l botalin dvòtemai = "Far bollire il mosto nella botticella del 'caso mai'".
  51. Fé caghé da drit = "Fare cacare da dritti", tagliar corto quando ci si trova di fronte ad una persona i cui discorsi sono terribilmente noiosi e banali, le battute penosamente insulse.
  52. Fé canté Martin-a = "Fare cantare Martina". Si applica a tutti quelli che vengono lasciati in attesa, sovente fuori dalla porta.
  53. Fé Carlomagno = Fare Carlo Magno. Imitare il primo imperatore del Sacro Romano Impero significa quindi tenersi tutto, non concedere rivincita.
  54. Fé cassul = fare mestolo: stare per piangere [di bambino]. Fare cioè quella smorfia che annuncia il pianto, cassul è riferito alla posizione assunta dal labbro inferiore.
  55. Fé cernaja = fare baccano.
  56. Fé coma 'l fòl dij taròch: fichesse daspërtut = "Fare come il matto dei tarocchi: ficcarsi dappertutto".
  57. Fé coma l'aso, che andoa s'antrapa na vòlta a passa pì nen la sconda = "Fare come l'asino che dove s'inciampa una volta non passa più la seconda".
  58. Fé come l'òm sarvaj = "Fare come l'uomo selvaggio". chi va controcorrente, proprio come un uomo selvaggio che mangia quando gli altri hanno già mangiato, piange quando il tempo è bello perché pensa che in seguito arriverà la pioggia e ride durante le tempeste, sapendo che poi spunterà il sole.
  59. Fé 'd cròch = "Fare dei ganci". Rappresenta anche il debito, in quanto quest'ultimo finisce per agganciare, legare, vincolare a precise responsabilità.
  60. Fé 'd póer = "Fare della polvere". chi fa baccano e discorsi inutili ed è riferito a quelle persone logorroiche che stordiscono i loro interlocutori con discorsi inconcludenti.
  61. Fé 'd pof = "Fare debiti". Indebitarsi in serie, fare fallimento.
  62. Fé 'd Sant'Antòni un piston = "Fare di Sant'Antonio un pestello". Chi non si accontenta mai in quanto sempre alla ricerca dal meglio e alla fine spreca le sue possibilità.
  63. Fé 'd truschin = fare dei regoli, graffietti.
  64. Fé fassin-e 'd sabia = "Fare fascine di sabbia" = Perdere tempo.
  65. Fé flanela = "Fare flanella", viene utilizzata per ammonire i pelandroni e chi batte la fiacca.
  66. Fé flanela = letteralm. fare flanella, battere la fiacca, pelandronare.
  67. Fé giré ij cojon = "fare girare le palle", esasperare.
  68. Fé gòga e migòga = Fare Gog e Magog, una gran guerra.
  69. Fé ij feu artificiaj = "Fare i fuochi artificiali"; ...i conati di vomito.
  70. Fé ij gatin = "Fare i gattini", vomitare.
  71. Fé j'arme dë Stupinis = "Fare le armi di Stupinigi", cornificarlo, farlo becco.
  72. Fé j'euj da crava mòrta = "Fare occhi da capra morta, fare occhi languidi..
  73. Fé 'l beu e la vaca = "Fare il buie e la mucca", assumere un comportamento ambiguo.
  74. Fé 'l bòja e l'ampicà = Fare il boia e l'impiccato.
  75. Fé 'l borich ëd giss ="Fare l'asino del gesso", chi svolge un lavoro pesante.
  76. Fé 'l diav a quatr = "Fare il diavolo a quattro". "Fare grande baccano e confusione", ma anche "lasciarsi andare a violente sceneggiate di rabbia"
  77. Fé 'l fil = Fare il filo a...
  78. Fé 'l fòl për nen paghé la sal = Far finta di essere sciocco per non pagare la tassa sul sale; Fare lo stupido per non pagare dazio; Fare l’indiano.
  79. Fé 'l fòl për nen paghé la sal = Fingersi pazzo per non pagare il sale. Questo modo di dire risale al 1683, quando il duca Vittorio Amedeo II impose ai sudditi l'acquisto di un certo quantitativo di sale sul quale, come risaputo, gravava una forte imposta. Un'imposizione per ripianare le esigenze dell'erario subalpino sempre sull'orlo del tracollo. Erano esentati da questo balzello soltanto i pazzi che rimanevano a carico della comunità.
  80. Fé 'l galucio = "Fare il galletto". Nel pollaio a comandare è il gallo che baldanzoso corteggia e si fa forte della virilità di maschio. Così, in senso metaforico, lo è anche lo spasimante che fa l'impertinente con le donne.
  81. Fé 'l ganimede = Fare il ganimede. Chi ama pavoneggiarsi, fare il galante ëd essere leggermente effeminato.
  82. Fé 'l Gian Tinivela = Vigliacco che evita rischi e responsabilità.
  83. Fé 'l Giandoja = "Fare il Giandoja". Chi cerca di imitarlo, al di fuori delle feste del Carnevale, finisce per essere tacciato di voler fare il buffone o di richiamare, senza motivo, l'attenzione su di sé.
  84. Fé 'l gir dij pivi = "Fare il giro dei rondoni", quando si intende fare una passeggiata sotto i portici o semplicemente lungo un viale, approfittando di una boccata d'aria.
  85. Fé 'l lun-es = "fare il lunedì": essere "in mutua" a causa della bisboccia. Deriva da quando gli operai lavoravano sei giorni pieni alla settimana e venivano pagati al sabato. Spesso lo svago della domenica era l'osteria, finanziata dalla paga settimanale, e la cosa si concludeva a volte con una solenne sbornia. Il lunedì mattina, non tutti erano in grado di tornare a lavorare. L'uomo serio e responsabile era quello che poteva vantare: I l'hai giumai fàit ël lun-es).
  86. Fé 'l mòro = "Fare il moro". Se uno fa il broncio, la faccia scura, è perché è adirato.
  87. Fé 'l passapòrt për l'àutr mond = "fare il passaporto per l'altro mondo", morire.
  88. Fé 'l pèt pì gròss che 'l cul = Fare una scoreggia più grande del culo.
  89. Fé 'l sìnema = "Fare il cinema. Quando a qualcuno diciamo di non fare il cinema, in pratica lo invitiamo a smetterla di recitare, di ricomporsi, di non gesticolare tanto, perché ci siamo accorti della sua finzione.
  90. Fé 'l Tòni = "Fare il Toni", fare il pagliaccio, il buffone.
  91. Fé la balada = "Fare la ballata", trastrullarsi.
  92. Fé la barba ai pito = "Fare la barba ai tacchini", coloro che vogliono fare una cosa impossibile, insensata.
  93. Fé la figura dl'aso = "Fare la figura dell'asino".
  94. Fé la frità sensa rompe j'euv = Fare la frittata senza rompere le uova.
  95. Fé la frità = Fare la frittata, combinare un pasticcio, provocare un guaio irrimediabile.
  96. Fé la gata mòrta = Fare la gatta morta, mostrarsi del tutto inoffensivi per meglio raggiungere i propri scopi.
  97. Fé la gnagnara = Fare la "gnagnara", "infastidire, essere noioso.
  98. Fé la limòsna al diav për tenlo lontan = "Fare l'elemosina al diavolo per tenerlo lontano", cedere su qualcosa per allontanare la persona molesta o l'avversario.
  99. Fé la mòrt dël poj = Fare la morte del pidocchio, qualcosa di miserabile, immondo, potenziando di fatto l'effetto globale che si vuole ottenere con la locuzione il cui significato traslato è "fare una brutta, miserabile morte".
  100. Fé la ponta a tuti ij pèt ch'as tiro = Fare la punta a tutte le scoregge che si tirano.
  101. Fé la roa = "fare la ruota", pavoneggiarsi.
  102. Fé la stra ch'a fan tuti = "Fare la strada che fanno tutti", morire.
  103. Fé la supa a l'aso = "Fare la zuppa all'asino", servire un ingrato.
  104. Fé la tara = "Fare la tara", un'affermazione che si presenta o si sospetta esagerata, provenendo da fonte poco attendibile o criticabile per altre motivazioni.
  105. Fé la vita 'd Miclin-Miclass, mangé, bèive e andé a spass = "Fare la vita di Michelino-Michelaccio, mangiare, bere e andare a spasso", il perdigiorno.
  106. Fé la vita dël Michelass, mangé, bèive e andé a spass = "Fare la vita di Michelaccio, mangiare, bere e andare a spasso", godersi la vita.
  107. Fé l'abatin = "Fare l 'abatino", colui che veste da prete senza una serie intenzione di professare i voti e, in senso metaforico, chi fa il damerino, il vezzoso, il lezioso negli atteggiamenti o nel comportamento.
  108. Fè l'aso e 'l cher ansema = "Fare l'asino ed il carro contemporaneamente", dover occuparsi di tutto.
  109. Fé le còse a la mistanfluta = "Fare le cose alla rinfusa", 'macassìa' basta che sia, malamente, alla carlona, confusamente, francese: sans soin, à la mistanflute: "Il ēt prèssé, il a fêt l’ouvrâje à la mistanflute".
  110. Fé le spartingaje = spartire l'eredità.
  111. Fé l'erio = Fare l'intraprendente. Un corteggiamento da bullo, cioè troppo insistente e insolente nei confronti di una ragazza.
  112. Fé l'euj dla crava mòrta = "Fare l'occhio della capra morta", lo sguardo languido.
  113. Fé l'euv fòra dia cavagna = "Fare l'uovo fiori dalla cesta", un'azione inusuale, fuori dal comune, straordinaria.
  114. Fé l'inghicio = Creare malinconia e rimpianto. Si tratta di un'invidia leggera, dai toni sfumati, sorta più che dalla cattiveria, dal rimpianto gozzaniano di quello che avrebbe potuto essere e non è stato.
  115. Fé l'oloch = "Fare l'allocco", fare lo stupido.
  116. Fé l'Orland furios = "Fare l 'Orlando furioso", il gradasso, lo spaccone.
  117. Fé mës-cëtta = "fare 'mescoletta'": imbrogliare le carte, barare al gioco.
  118. Fé meuire a cit feu = "Far morire a fuoco lento".
  119. Fé 'n can-can = Fare un gran chiasso.
  120. Fé 'n piston d'un Sant'Antòni = "Fare un pestello da un Sant'Antonio", ridurre ad uno scarso risultato un'opera che poteva essere ragguardevole.
  121. Fé 'n quaranteut = "Fare un quarantotto".
  122. Fé na botonera = "Fare un'asola", sinonimo di accoltellare, soprattutto quando la ferita è ampia, per lo più addominale.
  123. Fé na figura da cicolaté = Fare una figura da cioccolataio. Fare una figura ridicola.
  124. Fè na rupia = "Fare una ruga", un'imperdonabile gaffe.
  125. Fé na sapa = Fare una zappa, commettere un grosso errore, una gaffe.
  126. Fé na tampa = "Fare una buca", una figuraccia.
  127. Fé n'agreman = Fare un favore, fare una cortesia, un favore.
  128. Fé 'ndigestion ëd giòbia = "Fare indigestione di giovedì", una persona molto anziana.
  129. Fé nen tant cine = Non fare tanto chiasso.
  130. Fé perde la passiensa a un sant = "far perdere la pazienza a un santo", esasperare.
  131. Fé pra polid = Fare prato pulito. In senso metaforico sta per "fare piazza pulita, arraffare".
  132. Fé prima mignin = Fare la prima dei gattini, andare in prima elementare.
  133. Fé ribòta = far bagordi.
  134. Fé San Martin =Fare S. Martino = Traslocare. Simile a "A venta arcordesse che San Martin a l'é sempre a j'óndes" = bisogna ricordarsi che San Martino è sempre l'undici.
  135. Fé San Trotin = Fare San Trottino. i dimenticarsi le normali scadenze quotidiane in ambito famigliare, come un pasto o il rientro serale, in quanto ci si è attardati a passeggiare, chiacchierare con gli amici o semplicemente perché si è perso il senso del tempo.
  136. Fé schissa = Marinare la scuola.
  137. Fé sèmpe parèj 'd coj ëd Savian: lòn ch'a fan nen ancheuj a lo fan doman = "Fare come quelli di Savigliano: quel che non fanno oggi lo fanno domani".
  138. Fé set pass an 's na pianela ="fare sette passi su di una mattonella (per ogni mattonella del pavimento)): procedere con lentezza esasperante, non sbrigarsi a fare qualcosa. Ha un senso di disapprovazione, sottolinea una lentezza esagerata).
  139. Fé seta = "fare seduta": sedersi (espressione usata con bimbi piccoli). "seta" deriva dal verbo "seté" (sedere), ma è una parola coniata in proposito.
  140. Fé sinch e tre eut = Fare cinque e tre otto. Dal gioco della morra: significa "prendere le misure a una situazione", ma anche "prendere una decisione al volo".
  141. Fé travajé ij trantedoi = "Far lavorare i trentadue", mangiare!
  142. Fé un cancan ëd le masche = "Fare un clamore delle streghe", come in un sabba!
  143. Fé un mal dël bòja = "Fare un male del boia", come finire nelle mani di un torturatore.
  144. Fé vëdde Gian Verdin = Far vedere "Gian Verdin". Gian Verdin è una delle tante denominazioni scherzose date al diavolo, da cui: "far soffrire molto".
  145. Fé vëdde ij "sorci verdi" = Far vedere i sorci verdi, destare meraviglia e stupore, soprattutto in virtù della propria superiorità.
  146. Fé visa 'd nen = far finta di niente.
  147. Fé vnì 'l làit ai ghëmmo (o ai ginoj) = "Far venire il latte ai gomitri", o ai ginocchi. Una persona molto noiosa.
  148. Fé vnì la saliva ciàira = "Far venire la saliva chiara", un piatto che mette l'acquolina in bocca!
  149. Fé voghé 'l pinton = "far remare il bottiglione", bere molto.
  150. Feje la forca a un = "Fare a uno la forca", apprestarsi a danneggiare qualcuno in modo irreparabile.
  151. Feje la ponta ai fus = Fare la punta al ,fuso, chi fa la punta a un fuso è pronto a criticare l'operato degli altri.
  152. Fèje l'ùltim pressi = "Fargli l'ultimo prezzo". Dargli un giudizio completamente negativo.
  153. Feje n'onsùa = "Fargli un'unzione", bastonare.
  154. Féjla an barba = "Farla in barba". Un tempo rasarsi o perdere la barba era segno di sventura. In senso metaforico significa: prendere in giro, burlarsi di qualcuno, agire in modo sconveniente e cavarsela, anche nei confronti della legge.
  155. Féjne 'n cadò! = Fargli un regalo, cioè "un sacco di botte".
  156. Fela lusi = "Farla luccicare", illudere, lusingare,
  157. Ferìa d'amor a fà nen meuire = "Ferita d'amore non fa morire".
  158. Fërma la mula! = "Ferma la mula!", fermati!
  159. Fërmesse al bocion = "Fermarsi al mucchio di paglia", attirare gli animali a fare una sosta.
  160. Fesne na bon-a supa = "Farsene una buona zuppa", pagare un conto molto alto.
  161. Fesse brusé j'euj con le siole dj'àutri = "farsi bruciare gli occhi con le cipolle degli altri": prendersi impicci non dovuti, andarci di mezzo in grane altrui.
  162. Fesse ciapé 'n sël lobiòt = "Farsi cogliere sul piccolo balcone", farsi cogliere con le mani nel sacco.
  163. Fesse doi géner con na fija = "Farsi due generi con una figlia", ottenere un risultato superiore alle previsioni, due piccioni con una fava.
  164. Fesse gatijé 'l còl da Gasprin = "Farsi fare il solletico al collo da Gasparino" (il boia).
  165. Fesse gatijé 'l còl da Gasprin = "Farsi sollecitare il collo da Gasperino", il boia che esegue la pena di morte.
  166. Fesse na tampa = fare un grave errore.
  167. Fésse pijé an brass = "farsi prendere in braccio": farsi imbrogliare.
  168. Fess-la a còl = "Farsela addosso". Quando si vive un grande momento di paura lo sfintere può fare brutti scherzi e talvolta si finisce per farsela addosso.
  169. Fess-la a onge = "Farsela a unghie": Chi cammina è costretto a muovere i piedi e di conseguenza anche le unghie...
  170. Fessne na bela supa = "Farsene una bella zuppa", quando si perde una forte somma, per un affare andato in fumo oppure a causa del gioco
  171. Festa dël robat = Festa della trebbia. Avveniva nelle prime due settimane di luglio e culminava con la festa di San Giacomo, il 25 luglio. In quella giornata a Torino c'era l'abitudine di tuffarsi in Po per pescare con le mani ed è diventata la Festa dël robat.
  172. Feve coragi = "Fatevi coraggio". E' una delle espressioni tipiche che vengono pronunciate ai parenti di un defunto durante le esequie. Talvolta viene usata anche come saluto consolatorio nei confronti di chi è uscito sconfitto da una situazione o ha perso qualcosa di importante.
  173. Fiaché le costure = "Schiacciare le cuciture", indossare un abito per la prima volta, non far vedere che è nuovo.
  174. Fiché sò zampin = Metterci lo zampino.
  175. Fichelo ant la giaca = Ficcarlo nella giacca: può assumere un doppio significato, in senso metaforico, in base alla situazione in cui si sviluppa: la prima riferita all'imbrogliare, fregare qualcuno; la seconda, decisamente più volgare, sta per "metterlo in quel posto", utilizzando però non direttamente la parte anatomica, ma proprio quella giacca che termina proprio dove hanno inizio le cosce
  176. Fid-te nen ëd chi a l'ha tradite na vòlta = Non fidarti di chi ti ha tradito una volta".
  177. Fieuj cit, fastidi cit; fieuj grand, fastidi grand = "Figli piccoli, fastidi piccoli; figli grandi, fastidi grandi".
  178. Fieul ëd la galin-a bianca = "Figlio della gallina bianca": "ricevere tutte le attenzioni del caso" e finire per essere una persona indolente senza voglia di lavorare.
  179. Fieul ëd la serva = "figlio della serva". Un'espressione usata nei confronti di chi è considerato inferiore per nascita e trattato di conseguenza, talvolta in modo sgarbato.
  180. Fija ch'a ten j'euj an giù a goerna soa virtù = "Ragazza che tiene gli occhi bassi fa la guardia alla sua virtù".
  181. Fin ch'a j'é fià a j'é vita = Non darsi mai per vinti.
  182. Fin che l'òm a l'ha ij dent an boca, a sà nen lòn ch'a-j toca = "Finché l'uomo ha i denti in bocca non sa quel che gli tocca", chi ormai è vecchio non si preoccupa più delle cose di questo mondo.
  183. Fin-a ant un... = fino in uno: fino all'ultimo, riferito a cose numerabili, ad es. i soldi.
  184. Fin-a 'l luv a serca soa tan-a = "Persino il lupo cerca la sua tana".
  185. Fin-a 'l rè a và dov' a peul e nen dov' a veul = "Persino il re va dove può e non dove vuole".
  186. Fin-a 'n verm a s'arvòlta a monteje adòss = "Persino un verme si rivolta se lo pesti".
  187. Finì ant la bagna = finire nel sugo: andare nei pasticci.
  188. Fiòca 'd fërvé mes liamé = "Neve di febbraio mezzo concime".
  189. Fiòca dë dzèmber a dura tre mèis = "Neve di dicembre dura tre mesi"
  190. Fiòca marsòira a dura da la sèira a la matin-a = "Neve marzolina dura dalla sera alla mattina".
  191. Fioché an montagna = "Nevicare in montagna", quando i capelli cominciano ad incanutirsi.
  192. Firmà: l'ussié an cà = "Firmato. L'usciere a casa".
  193. Flapabreu = "Lecca-brodo". Chi il brodo non è capace a mangiarlo dalla scodella o dal piatto con il cucchiaio e lo lecca come fanno i cani e i gatti, va considerato un incapace. Ed ecco spiegato il significato metaforico di questo detto: capace a nulla.
  194. Fòl coma na mica = "fesso come una pagnotta": molto fesso.
  195. Fòl da taròch = "Folle di tarocchi", finto tonto.
  196. Fòl parèj d'un man-i d'un trent = "Sciocco come il manico di un tridente". Chi si lascia prendere, posare, usare da chiunque senza aver nulla da eccepire, oltre che bonaccione finisce per essere considerato anche uno sciocco, un povero di spirito.
  197. Folitro (fòl foliro) = deriva dal provenzale fouletro = stravagante.e in piemontese ha assunto il significato di scimunito, stupidotto.
  198. Fomna basà, mesa guadagnà = "Donna baciata, mezza conquistata".
  199. Fomna bruta, mal dë stòmi; fomna bela, mal ëd testa = "Moglie brutta, mal di stomaco; moglie bella, mal di testa".
  200. Fomne e cavaj, dovrene sempre e sposene mai = "Donne e cavalli, adoperarne sempre e sposarne mai".
  201. Fomne e mostre a van nen sèmpre bin = "Donne ed orologi non vanno sempre bene".
  202. Fomne, galin-e e òche a l'é mej avèjne pòche = "Donne, galline ed oche, è meglio averne poche".
  203. Fomne: sante an cesa e diav ant ëcà = "Donne, sante in chiesa e diavoli in casa.
  204. Fòra dle bale! = Togliti dai piedi!
  205. Formagg, pan bianch e vin pur a fan ël pòls dur = "Formaggio, pane bianco e vino puro fanno il polso duro".
  206. Fòrsa, che 'l giss a ven dur! = Forza che il gesso viene duro! Il gesso indurisce con molta velocità e quindi dopo la sua preparazione va usato rapidamente. In senso metaforico viene usato con il significato complessivo di "sbrigati, datti una mossa".
  207. Fortunà coma ij can an cesa = "fortunato come i cani in chiesa": decisamente sfortunato, perché i cani di solito ne vengono scacciati..
  208. Fortunà coma j'aso sla giassa = Fortunato come gli asini sul ghiaccio.
  209. Fra Modest a dventa mai prior = "Frate Modesto non diventa mai priore". La troppa modestia impedisce di fare carriera.
  210. Fra tuta l'ortaja, ël mej a l'é la polaja = "Fra tutti gli ortaggi, il migliore è il pollo!".
  211. Fransèis ed Biela = Francese di Biel. Parlare un francese in maniera imperfetta. Ma non tragga in inganno questo detto, dove Biela in piemontese suona come il capoluogo laniero. Così non è, però. Il riferimento è alla città di Biel-Bienne in Svizzera, in area tedesca, ma sul confine con quella francese, dove si parla molto più la lingua di Goethe che quella di Voltaire.
  212. Fresch come na reusa = "Fresco come una rosa", una persona sana, bella e giovane.
  213. Frev dël vailèt = "Febbre del vitello", poltroneria, fannullaggine, fannulloneria.
  214. Frin-fron = persona che si affretta in maniera eccessiva, scoordinata, affannosa, ansiosa.
  215. Frustacadreghe = "consuma-sedie": pelandrone, sempre seduto.
  216. Frustagelosìe = "consuma-persiane": curiosone, sempre a spiare dalle persiane.
  217. Furb coma Gariboja = Furbo come Garibuia. Sciocco, scemo.
  218. Fusil carià 'd ris al làit = "Fucile carico di riso al latte". Pensare di caricare un fucile confondendo i chicchi di riso con pallini di piombo significa essere un uomo di scarsa entità, minaccioso e inconcludente, solo aggressivo in apparenza.