Proverbi piemontèis/c

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Sapiensa antica dël pòpol piemontèis
Copertin-a

Contnù

Francesco Torniello da Novara Letter C 1517.png

C[modifiché]

  1. Cà 'd ringhera = "casa di ringhiera": casa con alloggi (2 camere) accessibili da ballatoio, balcone lungo.
  2. Ca dij pèt = "Casa dei peti", il sedere.
  3. Ca dle masche = "Casa delle streghe", l'inferno.
  4. Ca neuva: ël prim ann a gnun, ël second ai nemis, ël ters a j'amis, e 'l quart a ti = "Casa nuova, il primo anno a nessuno, il secondo ai nemici, il terzo agli amici, e il quarto a te".
  5. Ca nòstra e peui pì = "Casa nostra e niente di più".
  6. Cabassin = Facchino, portatore. chi è grossolano, sgraziato e sgarbato. Tra i modi di dire: Manere da cabassin = modi inurbani.
  7. Cadrega cagòira = Seggetta, vaso da notte.
  8. Café e mnestra a-j fan onor a la padron-a 'd ca = "Caffè e minestra fanno onore alla padrona di casa.
  9. Cagà e spuà = "Cagato e sputato", due persone che si assomigliano proprio tanto: tra l'individuo osservato e un parente, un amico, un semplice conoscente.
  10. Cagamiràcol = Caga-miracoli. Chi pretende di farli con il sedere deve essere una persona presuntuosa e senza ritegno.
  11. Caghesse adòss e peui dì ch'a l'é rubatà 'nt la pàuta = "Cagarsi addosso e poi dir che è caduto nel fango", persona bugiarda, che racconta sovente frottole.
  12. Cala giù da-lì = "Scendi giù da lì", una persona presuntuosa, superba, che si crede superiore agli altri.
  13. Cambieje l'eva a j'olive = ...pisciare.
  14. Camp mal sarbià a dà pì 'd vëssa che 'd gran = "Campo mal sarchiato dà più erbaccia che grano".
  15. Campé giù con l'ambossor = "buttar giù con l'imbuto", mangiare abbondantemente e in fretta, ingozzarsi.
  16. Campé ij balin = Gettare i pallini, schizzare saliva mentre si parla.
  17. Campé ij dadi = "Gettare i dadi", essere matto, farneticare.
  18. Campé l'anguila an mes a le cunije = "Gettare l'anguilla in mezzo alle coniglie", chi agisce in modo spavaldo con le donne, dove l'anguilla simboleggia il membro virile e le coniglie il sesso femminile.
  19. Can ch'a-j va dapress a tuti gnun a lo veul = "Cane che va dietro a tutti nessuno lo vuole".
  20. Can da pajé = "Cane da pagliaio", persona che inveisce o minaccia ma che in realtà è inoffensiva; persona vanagloriosa, che chiacchiera molto ma non conclude mai niente.
  21. Canavesan, cotel a la man = "Canavesano, coltello in mano".
  22. Cand ij giari a l'avìo ij sòco = "quando i topi avevano gli zoccoli": un tempo molto lontano, nelle leggende del passato.
  23. Canté come na lòdna = "Cantare come un'allodola", sinonimo anche di contentezza, felicità.
  24. Canté da gal = "Cantare da gallo", chi canta da gallo altro non fa che dimostrare la sua soddisfazione per una situazione, una proposta, una prospettiva allettante o piacevole.
  25. Canté l'antìfona = Cantare l 'antifòna, un discorso allusivo con un preciso sottinteso: cantarla significa, di fatto, fare una ramanzina.
  26. Capì ciò për bròca = "Capire chiodo per chiodino", fraintendere.
  27. Capì 'l macinà = "Capire il macinato", un imbroglio che è stato smascherato: in pratica si è capito che dietro una storia, o anche un semplice atteggiamento, potrebbe nascondersi l'inganno o un complotto.
  28. Capì Roma për toma = "Capire Roma per Toma", chi le confonde finisce per fraintendere.
  29. Capiterà ant la sman-a dij tre giòbia = "Capiterà nella settimana dei tre giovedì".
  30. Capon ch'a veul canté da gal = "cappone che vuole cantare da gallo": presuntuoso.
  31. Capon ëd galera = "Cappone di galera", una pietanza che comprende legumi, acciughe, capperi, gallette bagnate nell'aceto, pesce e uova sode.
  32. Car come 'l feu = "Caro come il fuoco", molto costoso.
  33. Carësse 'd can, ëd ghete e invit d'òsto, a l'é nen pòch lòn ch'a costo = "Carezze di cane, di prostituta e inviti di oste, non è poco quel che ti costano".
  34. Carestìa prevista a riva mai = "Una carestia prevista non arriva mai".
  35. Carié l'òmnibus = "Caricare l'omnibus", capiente, così come lo è in senso lato lo stomaco di chi ha deciso di bere, tanto da ubriacarsi.
  36. Cariesse 'd bòsch verd = Caricarsi di legna verde. La legna verde non brucia nella stufa e fa soltanto fumo. Comprarla è un errore e si finisce soltanto per caricarsi di un fastidio.
  37. Cariesse un bel badò = Caricarsi un bel peso. chi si carica del badò (basto) si fa carico di un impegno fastidioso, pesante.
  38. Carità plosa = "Carità pelosa", la carità che si fa per interesse.
  39. Carn a fò carn, pan a fà sangh, e vin a-j manten = "Carne fa carne, pane fa sangue e il vino li mantiene".
  40. Carn crùa e pess cheuit = "Carne cruda e pesce cotto".
  41. Carn sensa òss = Carne senza osso, l'organo sessuale dell'uomo. Analoghi sono: Bataj, Batòcc, Ciolin, Dësmorin dle fomne, Fer foà, Gamba dë dnans, Ghigno, Mànich, Marca dl'òmo, Mèmber pecator, Osel, Penel, Pènis, Picio, Pich, Pichèt, Pirilo, Pistòla, Pistolot e Brichèt (per i bambini), Porilo, Utiss, Vërga, Vèt.
  42. Casché an boca al luv = "Cascare in bocca al lupo", chi deve affrontare un grave pericolo, o ancora si trova in una situazione difficile a causa della propria ingenuità o imprudenza.
  43. Casché da la pèila 'nt la brasa = "Cascare dalla padella nella brace", andare di male in peggio.
  44. Casché drit a la mira = "Cascare dritto al punto", quanto capita o giunge qualcosa a proposito, proprio come si fa con l'italiano Come il cacio sui maccheroni.
  45. Castel, aquila e leon a son d'arme an tùit ij canton = "Castello, aquila e leone sono stemmi dappertutto".
  46. Caté un bijèt për ël Regio Parco = "Comprare un biglietto per il Regio Parco", passare a miglior vita, morire.
  47. Caté vaca e vitél = "Comprare mucca e vitello", come per: Caté vaca e bocin, chi sposa una ragazza madre o una donna incinta.
  48. Cavajer dël dent = "Cavaliere del dente", lo scrocca-pranzi (scròca-disné), tanto da essere nominato "cavaliere del dente", sempre pronto ad infilarsi a qualunque festa e cerimonia pur di mangiare a sbafo.
  49. Caval a fà nen cavajer = Avere un cavallo non vuol dire essere cavaliere.
  50. Caval bon a l'han nen bzògn dë spron = "Il buon cavallo non ha bisogno di speroni".
  51. Caval ëd l'Apocaliss = "Cavallo dell'Apocalisse", un cavallo di scarso valore, un ronzino, quasi fosse scaturito dall'Apocalisse, riprendendo le quattro figure dei cavalieri: il primo soltanto carico di significati positivi, mentre gli altri tre esprimono una forza malevola.
  52. Caval giovo a porta 'd sold, caval vej a pòrta 'd drugia = "Cavallo giovane porta soldati, cavallo vecchio porta letame".
  53. Caval vej a cambia pì nen andura = "Cavallo vecchio non cambia più l'andatura".
  54. Cavèj ross, a campo soa mare ant ël poss = "Capelli rossi, gettano sua madre nel pozzo".
  55. Cavèj ross, pijeve varda! = "Dai capelli rossi guardatevene!".
  56. Cél fàit a lan-a, a pieuv ant la sman-a = "Cielo fatto a lana, piove in settimana".
  57. Cerea!
  58. Cerea, ch'a fassa 'l viagi ch'a l'ha fàit Liron, ch'a l'é 'ndàit an là gal e a l'é tornà an sa capon = "Buon giorno. Faccia il viaggio che ha fatto Lirun, che è partito gallo ed è tornato cappone".
  59. Ch'a brusa 'l mond: mi 'm visco la pipa = Che bruci il mondo, io mi accendo la pipa.
  60. Ch'a costa lòn ch'a costa = "Che costi quel che costi". Tipica espressione usata per esprimere il proprio assenso ad intervenire "a qualsiasi costo", in pratica anche se il prezzo da pagare sarà molto alto.
  61. Ch'a fassa nen parèj = Non faccia così. Consolare qualcuno che magari si sta struggendo di dolore per la perdita di una persona cara.
  62. Ch'a staghe an agonìa com ël temp che 'n poj a-j buta për fé 'l gir dël mond = "Che tu possa stare in agonia per il tempo che ci mette un pidocchio per fare il giro del mondo".
  63. Ch'a të staghe an agonìa për tut ël temp che 'n poj a-i buta për fé 'l gir del mond = "Che tu stia in agonia per tutto il tempo che un pidocchio impiega per fare il giro del mondo".
  64. Ch'a ten-a le man a ca! = Tenga le mani a casa! Ognuno ha la sua e là dovrebbero normalmente stare anche le mani.
  65. Ch'as dës-ciola = Si sbrighi, ammonire, smaliziare, sollecitare, sveltire: da qui il modo di dire che intima a qualcuno di svegliarsi e sbrigarsi nel compiere un'azione.
  66. Ch'as gena nen = "Non abbia soggezione", espressione che viene rivolta ad una persona che si vede in imbarazzo per cercare di metterla a proprio agio.
  67. Ch'as grata 'l daré! = Che si gratti il culo!
  68. Ch'as guèrna parèj! = "Che si conservi così!", espressione viene pronunciata solitamente ad una persona di una certa età che dimostra meno anni di quelli che ha. Insomma, che sta bene, in salute.
  69. Ch'as la cassula chila! = "Che se la governi lei!". Il verbo cassulé nasce in cucina e sta per scodellare con il supporto del mestolo. Ma nel corso del tempo ha assunto anche il significato metaforico di amministrare e governare. Di qui ql'espressione che sta per "se la veda lei".
  70. Ch'as ten-a da cont! = Che si riguardi!
  71. Ch'at ven-o tanti assident coma tanti bòt për rompe na ciòca = "Che ti vengano tanti accidenti quanti i rintocchi che servono per rompere una campana"
  72. Ch'at ven-o tanti assident come tanti bòt a-i và për rompe na ciòca = "Che ti vengano tanti accidenti quanti colpi occorrono per rompere una campana".
  73. Che bej osèj ch'a son ij babi! = "Che begli uccelli sono i rospi!", si dice a chi non ha capito la domanda.
  74. Che Dio an guarda da 'A l'é tròp tard' = "Che Dio ci guardi da "E' troppo tardi"
  75. Che Dio an libera da 'n cativ avzin e da un ch'ampara a soné 'l violin = "Che Dio ci liberi da un cattivo vicino e da uno che impara a suonare il violino".
  76. Che Nosgnor a-j daga dël bin = "Che il Signore la benedica!".
  77. Che Nosgnor am fasa sté sòp = "Che il Signore mi faccia restare zoppo".
  78. Che scheur! = Che schifo! Quando si prova ribrezzo per una situazione, un atteggiamento, un modo di porsi che decisamente non piace, tanto da essere considerato una schifezza.
  79. Che stufìa ch'i n' hai = "Che stanchezza che ne ho": sono proprio stanco di questo.
  80. Che testa baraventan-a! = "Che testa matta!".
  81. Chërde d'esse dla còsta d'Adam = "Credersi d'essere della costola d'Adamo". Pensare d'essere stato generato da una sua costola significa vantarsi di nobili origini senza però averne d'onde.
  82. Chërde d'esse la regin-a Taitù = "Credere d'essere la regina Taitù", donna superba e dispotica che, favorita da una speciale condizione, manteneva comportamenti improntati alla vanità. Di qui l'espressione che contraddistingue proprio chi si dà delle arie.
  83. Chërse come ij bolè = "Crescere come i porcini", crescere in fretta, proprio come succede ai funghi che in una notte spuntano dal terreno e sono pronti ad essere raccolti.
  84. Chërse mach com a chërso le galin-e american-e = "Crescere soltanto come crescono le galline americane". Crescere poco...
  85. Cheur content a fà 'n bel plage = "Un cuor contento fa una bella carnagione".
  86. Cheur content ël Cél l'agiuta = "Cuor contento il cielo l'aiuta".
  87. Cheur content ël cél lo giuta = "Cuor contento il cielo lo aiuta".
  88. Cheuse ant sò bròd = "Cuocere nel suo brodo", non curarsi di qualcuno, lasciando che si aggiusti con i propri mezzi.
  89. Chi a bala sensa son o a l'é mat o a l'é cojon! = "Chi balla senza musica o è matto o è un coione!".
  90. Chi a buta le còse a sò pòst a-j treuva = "Chi mette le cose al loro posto le trova".
  91. Chi a cata al ciàir e vend a lë scur, a fà 'd bon afé 'd sicur = "Chi compra al chiaro e vende allo scuro, fa buoni affari di sicuro".
  92. Chi a cavalca e trota a la calà, o 'l caval a l'é nen sò o a sà nen lòn ch'as fà = "Chi cavalca e trotta su un sentiero in ripida discesa, o il cavallo non è suo, o non sa che cosa fa".
  93. Chi a chërd al destin a nega Dio = "Chi crede al destino nega Dio".
  94. Chi a comanda, ch'as arcòrda che 'n dì a podrìa serve = "Chi comanda si ricordi che un giorno potrebbe servire".
  95. Chi a dà dle sgnor, ëd l'ilustrissim a pretend = "Chi dà del signore, dell'illustrissimo pretende".
  96. Chi a dëspressia a veul caté = "Chi disprezza vuole comprare".
  97. Chi a dëspressia l'onor a dëspressia Dio = "Chi disprezza l'onore disprezza Dio".
  98. Chi a deurm a peca nen, chi peca nen as salva = "Chi dorme non pecca, chi non pecca si salva".
  99. Chi a deurm a pija gnun granchi = "Chi dorme non prende granchi".
  100. Chi a deurm con ij can as àussa con le pùles = "Chi dorme con i cani si alza con le pulci": come dire che non si può non essere in qualche modo coinvolti dalle proprie frequentazioni.
  101. Chi a dventa pòver a perd tuti j'amis = "Chi diventa povero perde tutti gli amici".
  102. Chi a fà a soa manera a campa des agn ëd pì = "Chi fa a modo suo vive cent'anni di più".
  103. Chi a fà bin a n'ha 'n quartin, chi a fà mal a n'ha 'n bocal = "Chi fa bene ne ha un quartino, chi fa male ne ha un boccale".
  104. Chi a fà coma 'l prèive a dis a va 'n paradis, chi a fà coma 'l prèive a fà a ca dël diav a va = Chi fa come il prete dice va in Paradiso, che fa come il prete fa va a casa del diavolo.
  105. Chi a fà feu 'd paja, a gòd mach ël fum = "Chi fa fuoco con la paglia si gode solo il fumo"
  106. Chi a fà 'l fàuss as chërd furb, ma a l'é mach fàuss = "Chi fa il falso si crede furbo, ma è solo falso".
  107. Chi a fà lòn ch'a sà nen, a guasta lòn ch'a l'ha 'n tren = "Chi fa ciò che non sa fare guasta ciò che sta facendo".
  108. Chi a fà 'n pressa a fà doe vòlte "Chi fa in fretta fa due volte".
  109. Chi a fà tribulé j'àutri a peul nen vive tranquil = "Chi fa tribolare gli altri non può vivere tranquillo".
  110. Chi a gieuga 'd testa a paga 'd borsa = "Chi gioca di sua testa paga di sua borsa".
  111. Chi a gieuga për ëbzogn a perd për necessità = "Chi gioca per bisogno perde per necessità".
  112. Chi a gieuga për rije a perd përdabon = "Chi gioca per ridere perde davvero".
  113. Chi a gieuga për rije a perd përdabon = "Chi gioca per ridere perde davvero".
  114. Chi a gieuga sensa malissia a torna a ca sensa camisa = "Chi gioca senza malizia torna a casa senza camicia".
  115. Chi a giura facilment a l'é nen da chërde = "Chi giura facilmente non è da credere".
  116. Chi a goerna për doman, a goerna pr' ël can = "Chi conserva per domani conserva per il cane", alla fine non usa, o lo butta via.
  117. Chi a la veul cheuita, chi a la veul crùa = Chi la vuole cotta, chi la vuole cruda, che ognuno si comporta o sceglie a modo suo, visto che c'è sempre chi certi cibi li preferisce cotti, altri invece li preferiscono crudi.
  118. Chi a l'é destinà a la forca a nìa nen = "Chi è destinato alla forca non annega".
  119. Chi a l'é gelos a l'ha ij còrn = "Chi è geloso è un cornuto!".
  120. Chi a l'é invidià da gnun a l'é nen fortunà = "Chi non è invidiato da nessuno non è fortunato".
  121. Chi a l'é lest a mangé a l'é lest a travajé = "Chi é veloce a mangiare è veloce a lavorare": Apologia dell'efficientismo, suggerita anche dalla scarsezza di cibo.
  122. Chi a l'é mòrt a l'é mòrt e chi a viv as dà confòrt = "Chi è morto è morto, e chi è vivo si dà conforto".
  123. Chi a l'é prudent, a l'ha nen dabzogn dij consèj dj'àutri = "Chi è prudente non ha bisogno dei consigli degli altri".
  124. Chi a l'ha bon aptit a ciama nen ëd sàussa = "Chi ha fame non richiede condimenti".
  125. Chi a l'ha 'd carn an tàola a mangia nen ëd siola = "Chi ha della carne in tavola non mangia cipolla".
  126. Chi a l'ha 'd fieuj, tùit ij bocon a son nen ij sòj = "Per chi ha dei figli, non tutti i bocconi sono suoi".
  127. Chi a l'ha 'd ròba a l'é rispetà; ël pòver a l'é dispresià = "Chi ha del suo è rispettato, il povero è disprezzato".
  128. Chi a l'ha des fije a-j marida tute, chi a n'ha mach un-a a la marida mal = "Chi ha dieci figlie le da tutte a marito, chi ce n'ha solo una la marita male".
  129. Chi a l'ha fàit ij proverbi a l'ha fàje giust = "Chi ha fatto i proverbi li ha fatti giusti": Spassionato omaggio alla saggezza popolare).
  130. Chi a l'ha gnun débit a l'é rich = "Chi ha nessun debito è ricco".
  131. Chi a l'ha gnun fastidi ch'a ten-a 'd cavaj = "Chi non ha preoccupazioni allevi dei cavalli", gliene arriveranno.
  132. Chi a l'ha 'l cassul an man a lo toira com a veul = "Chi ha il mestolo in mano lo gira come vuole".
  133. Chi a l'ha la lenga an boca a và fin a Roma = "Chi ha la lingua in bocca va fino a Roma".
  134. Chi a l'ha la pansa piena, as arcòrda nen ëd chi a l'ha fam = "Chi ha la pancia piena non si ricorda di chi ha fame".
  135. Chi a l'ha l'amèr an boca a peul nen ëspué doss = "Chi ha l'amaro in bocca non può sputare dolce".
  136. Chi a l'ha l'onor a l'é sgnor = "Chi ha onore è un signore".
  137. Chi a l'ha mangià 'l diav ch'a mangia 'dcò ij còrn = "Chi ha mangiato il diavolo si mangi anche le corna".
  138. Chi a l'ha na bela fomna, a l'é nen tuta për chiel = "Chi ha una bella moglie, non è tutta per lui".
  139. Chi a l'ha nen cura dël sò caval, a mérita mach d'andé a pé = "Chi non ha cura del suo cavallo merita di andare a piedi".
  140. Chi a l'ha nen ij gat a manten ij rat, e chi ch'a l'ha a-j manten tùit e doi = "Chi non ha i gatti mantiene i topi, e chi ce l'ha mantiene tutti e due".
  141. Chi a l'ha nen testa, ch'a buta 'd gambe = "Chi non ha testa ci metta le gambe".
  142. Chi a l'ha salute e libertà a l'é rich e nen lo sa = Chi ha la salute e la libertà è ricco e non lo sa".
  143. Chi a litighé as ancamin-a, a la misèria as avzin-a = "Chi a litigare s'incammina, alla miseria si avvicina.
  144. Chi a mangia bërle 'd galèt a dventa andvin = "Chi mangia cacche di galletto diventa indovino".
  145. Chi a mangia 'l pan sensa vagnelo a l'é coma robelo = "Chi mangia il pane senza guadagnarselo è come rubarlo".
  146. Chi a mangia l'aj a viv j'agn ed Noè = "Chi mangia aglio vive gli anni che aveva Noè".
  147. Chi a mangia le cirese con jë sgnor a ciucia le pìcole = "Chi mangia le ciliege con i signori ciuccia i piccioli".
  148. Chi a mangia nen a tàula a l'é segn ch'a l'ha già mangià = "Chi non mangia atavola è segno che ha già mangiato".
  149. Chi a mangia sèmpe 'd polastr, a-j ven veuja 'd polenta = "Chi mangia sempre pollo gli vien voglia di polenta".
  150. Chi a mangia sèmper ëd polastr a-j ven veuja 'd polenta = "Chi mangia sempre pollo gli vien voglia di polenta".
  151. Chi a mangia sensa travajé, s'a l'é nen rich a deuv robé = "Chi mangia senza lavorare, se non è ricco deve rubare".
  152. Chi a meuir a lassa 'l mond, e chi a viv as lo gòd = "Chi muore lascia il mondo, e chi vive se lo gode".
  153. Chi a meuir për bòsso o për avija, a l'é përchè ch'a l'ha sangh antossià da 'n dëspiasì = "Chi muore per una puntura di spina o di ape, è perché aveva già il sangue avvelenato da un dispiacere". I dispiaceri abbassano la capacità di resistenza del sistema immunitario.
  154. Chi a nass bela a meuir nen ëd fam = "Chi nasce bella non muore di fame".
  155. Chi a nass dësgrassià, s'a casca a l'andaré as romp ël nas = "Chi nasce sfortunato, se cade all'indietro si rompe il naso".
  156. Chi a nass ësfortunà, a-j pieuv an sël cul bele se a l'é setà = "Chi nasce sfortunato, gli piove sul sedere anche se è seduto!
  157. Chi a nass luv a meuir nen agnel = "Chi nasce lupo non muore agnello": il carattere lo si riscontra sempre.
  158. Chi a nass mat mai pì a guariss = "Chi nasce matto non guarisce più".
  159. Chi a onz nen le scarpe a onz ël calié = "Chi non unge le scarpe deve ungere il calzolaio".
  160. Chi a parla mal a pensa nen bin = "Chi parla male non pensa bene".
  161. Chi a parla sèmp 'd Galateo a l'ha mai lesulo = "Chi parla sempre di Galateo non l'ha mai letto".
  162. Chi a passa 'l Pò a passa 'dcò la Vràita = Chi passa il Po passa anche la Varaita".
  163. Chi a përdon-a ai gram a-j fà mal ai bon = "Chi perdona ai cattivi fa male ai buoni".
  164. Chi a peul nen bate l'aso, a bat ël bast = "Chi non può battere l'asino, batte il basto".
  165. Chi a pija la muraja a testassà, ch'as arcòrda che ij còrn a son ij sò = "Chi prende a testate il muro, si ricordi che le corna sono sue".
  166. Chi a pija le bele e chi le brute, così as marido tute = "Chi prende le belle e chi lebrutte: così si sposano tutte".
  167. Chi a pija na fomna sensa gnent', fin-a la mòrt as n'arsent = "Chi si prende una moglie senza niente, fino alla morte se ne risente".
  168. Chi a pissa ciàir, a l'ha nen da manca dël médich = "Chi orina chiaro non ha bisogno del medico".
  169. Chi a pissa contra vent a's bagna le braje = "Chi piscia contro vento si bagna i pantaloni".
  170. Chi a promët per j'àutri a paga per chiel = "Chi promette per gli altri paga per sé".
  171. Chi a ramassa la ca a lë scur, a ramassa vìa la fortun-a = "Chi scopa la casa nello scuro, scopa via la fortuna".
  172. Chi a rij dël mal ëd j'àutri, a l'ha 'l sò daré dla pòrta = "Chi ride del male degli altri, a il suo dietro la porta".
  173. Chi a roba na mica a l'é 'mpicà, chi a roba 'n milion a l'é onorà = "Chi ruba una pagnotta è impiccato, chi ruba un milione è onorato".
  174. Chi a roba na pagnòta a l'é ampicà, chi a roba 'd milion a l'é onorà = "Chi ruba una pagnotta è onorato".,
  175. Chi a sà 'd nen podèj rende, a fà mal a pijé = Chi sà di non poter restituire, fa male a prendere".
  176. Chi a sà nen busiardé a chërd che tuti a diso la vrità = "Chi non sa re crede che tutti dicano la verità".
  177. Chi a sà nen caté, a cata (un caval) giovo = "Chi non sa comprare, compri un cavallo giovane".
  178. Chi a sà nen fé ch'a lassa fé = "Chi non sa fare, che lasci fare".
  179. Chi a sà nen simulé a sà nen regné = Chi non sa simulare non sa regnare".
  180. Chi a sà nen sò mësté ch'a sara la botega = "Chi non sa fare il proprio mestiere che chiuda bottega".
  181. Chi a s-àla stra a peul anche andé al pass = "Chi sa la strada può anche andare al passo".
  182. Chi a s'anrabia an pressa, an pressa as tranquilisa = "Chi si arrabbia in fretta, in fretta si tranquilizza".
  183. Chi a sbianchiss la ca a veul fitela = "Chi dà il bianco alla casa la vuole affittare".
  184. Chi a scansa fatiga a scansa fortun-a = "Chi scansa la fatica a scansa la fortuna".
  185. Chi a scota ij vej a fà mej = "Chi ascolta i vecchi fa meglio".
  186. Chi a sëmna dë spin-e ch'a vada nen dëscàoss = "Chi semina spine non vada scalzo".
  187. Chi a sëmna le fave sensa 'ngrass a-j cheuj sensa dossa = "Chi semina le fave senza concime le raccoglie senza baccello".
  188. Chi a sëmna 'ncora ai Sant, a sëmna mach pr' ij mòrt = "Chi semina ancora ai Santi, semina solo più per il giorno dei Morti".
  189. Chi a sëmna për pieuva a sëmna pì d'erba che 'd gran = "Chi semina quando piove, semina più erba che grano".
  190. Chi a sëmna tròp dëspess a veuida doe vòte sò grané = "Chi semina troppo spesso svuota due volte il suo granaio".
  191. Chi a sgàira a sëmna, chi a vansa a cheuj = "Chi spreca semina, chi avanza raccoglie".
  192. Chi a stà bin ch'as bogia nen = "Chi sta bene non si muova".
  193. Chi a stà con Dio, Dio a stà con chiel = "Chi sta con Dio, Dio sta con lui".,
  194. Chi a stùdia ch'a stùdia ...studiand-se 'd nen fé studié! = "Chi studia studi, ...studiandosi di non creare problemi!".
  195. Chi a tacon-a nen ël vej as vëstrà mai 'd neuv = "Chi non rammenda il vecchio non si vestirà mai di nuovo".
  196. Chi a ten la pèila pr' ël mani a fà andé l'eul dov a veul = "Chi tiene la padella per il manico fa andare l'olio dove vuole".
  197. Chi a ten la pèjla për ël mani, a fà andé l'euli andoa ch'a veul = "Chi tiene la pentola per il manico, fa andare l'olio dove vuole".
  198. Chi a tira tròp a s-cianca = "Chi tira troppo strappa".
  199. Chi a toca l'apèis as ambërlifa = "Chi tocca la pece s'imbratta".
  200. Chi a toca n'aso e con la fomna d'àutri as amen-a, a l'é mai tranquil e sensa pen-a = "Chi tocca un asino e si intrattiene con la moglie altrui non è mai tranquillo e senza preoccupazioni".
  201. Chi a travaja a l'é nen pòver = Chi lavora non è povero".
  202. Chi a travaja con ël piolèt a peul mach fé 'd travaj grossé = "Chi lavora con l'accetta può solo fare lavori grossolani".
  203. Chi a va a deurme con lë stòmi veui, as armen-a tuta la neuit = "Chi va a dormire con lo stomaco vuoto si rigira tutta la notte".
  204. Chi a va a deurme prèst e s’aussa bonora a manda ‘l dotor an malora = "Chi va a letto presto e si alza di buonora, manda il medico in malora".
  205. Chi a va a pé ch'as acompagna nen a chi va a caval = "Chi va a piedi non si accompagni a chi va a cavallo".
  206. Chi a vansa 'd sòld a deuv fé tante scale = "Chi avanza dei soldi deve fare tante scale".
  207. Chi a vëd Turin e nen la Venarìa, a vëd la mare e nen la fija = Chi vede Torino e non Venaria, vede la madre e non la figlia".
  208. Chi a ved, sent e tas a ten ël mond an pas = "Chi vede, sente e tace tiene il mondo in pace".
  209. Chi a vend a crédit a fà 'd grandi afé, ma soens a perd client e dné = "Chi vende a credito fa grandi affari, ma spesso perde clienti denari"
  210. Chi a vend la vaca e as ten ël vitel a l'ha 'l servèl dzura 'l capel = "Chi vende la mucca e si tiene il vitello, ha il cervello sopra il cappello".
  211. Chi a veul caval e fomna sensa difèt, a l'avrà sempre veuida la stala e 'l let = "Chi vuole un cavallo e una donna senza difetti, avrà sempre vuota la stalla e il letto".
  212. Chi a veul esse tranquil d'invern, ch'a travaja d'istà = "Chi vuol essere tranquillo d'inverno lavori d'estate".
  213. Chi a veul gòde la duminica ch'a risparmia al saba = "Chi vuole godere la domenica risparmi al sabato".
  214. Chi a veul j'euv a venta ch'a sopòrta 'l ciadel ëd le galin-e = "Chi vuole le uova deve sopportare il chiasso delle galline".
  215. Chi a veul la fija, ch'a jë fassa bon-e a la mare = "Chi vuole la figlia cerchi di accattivarsi la madre".
  216. Chi a veul mangé 'l garij a venta ch'a rompa la nos = "Chi vuol mangiare il gheriglio deve rompere la noce".
  217. Chi a veul nen l'ass as pija 'l doi = "Chi non vuole l'asso si prende il due".
  218. Chi a veul nen tombeje 'ndrinta, ch'a staga lontan da la tampa " "Chi non vuole cascarci dentro, che stia lontano dalla buca".
  219. Chi a veul savèj la vrità, ch'a ciama ai cioch e a le masnà = "Chi vuole sapere la verità, che chieda agli ubriachi e ai bambini".
  220. Chi a veul vende a buta an mostra = "Chi vuol vendere metta in mostra".
  221. Chi a veul vive e sté bin ch'a pija 'l mond coma ch'a ven = "Chi vuol vivere e stare bene, che prenda il mondo come viene!".
  222. Chi a veul vive san e lest, ch'a mangia pòch e ch'a sin-a prest = "Chi vuol vivere sano e lesto, mangi poco e ceni presto".
  223. Chi a vint ani a sà pa, a tranta a fà pa e aso për sèmper sarà = "Chi a vent’anni non sa, a trenta non fa e sempre asino sarà".
  224. Chi aceta 'd regaj a vend soa libertà = "Chi accetta regali vende la sua libertà".
  225. Chi afita quaicòsa a sò avzin, ch'a së speta pura 'd ciacòt sèira e matin = "Chi affitta i beni al vicino, si aspetti pure liti dalla sera al mattino".
  226. Chi a-j pias lë specc, a-j pias nen travajé = "A chi piace lo specchio non piace lavorare".
  227. Chi as ambarca con ël diav a deuv navighé an soa compagnìa = "Chi s'imbarca con il diavolo deve navigare in sua compagnia".
  228. Chi as antrapa doe vòlte ant l'istessa pera a mérita nen compassion = "Chi s'inciampa due volte nella stessa pietra non merita compassione".
  229. Chi as gava la seugn, as gava nen la fam = Chi si toglie il sonno non si toglie la fame". Chi troppo poltrisce...
  230. Chi as maria a fà bin, chi as maria nen a fà mej = "Chi si sposa fa bene, chi non si sposa fa meglio".
  231. Chi as pija la fomna rica ma bruta, a mangia bin ma a deurm mal = "Chi si prende una moglie ricca ma brutta, mangia bene ma dorme male".
  232. Chi as seta an tèra a casca nen = Chi siede a terra non cade".
  233. Chi as vërgògna 'd travajé, ch'as vërgògna 'dcò a mangé = "Chi si vergogna a lavorare, si vergogni pure di mangiare".
  234. Chi as vest con la ròba dj'àutri a sarà prest an camisa = "Chi si veste con la roba degli altri sarà presto in camicia".
  235. Chi àussa l'anca a perd la banca = "Chi alza l'anca perde la panca" (chi va all'osto perde il posto).
  236. Chi aveul fé bogé j'òss dël menton, a venta ch'a fassa bogé 'dcò ij ghëmmo = "Chi vuol far muovere le ossa del mento, deve far muovere anche i gomiti". Per mangiare bisogna lavorare!
  237. Chi bél a veul ëvnì, quaicòs a l'ha da sufrì = "Chi bello vuol venire, qualcosa deve soffrire": come dire che non si può ottenere qualcosa senza l'impegno necessario.
  238. Chi bin a bèiv, bin a deurm; chi bin a deurm a peca nen; për lòn beivoma bin ="Chi beve bene dorme bene; chi dorme bene non pecca: per questo beviamo bene!".
  239. Chi bin as ancamin-a,.. a l'ha 'ncora tut ël travaj da fé = "Chi ben comincia ha ancora tutto il lavoro da fare": come dire che non basta incominciare bene se non si persevera fino alla fine del lavoro.
  240. Chi ch’a nass pòver e brut a l’ha bon-e possibilità che chërsend a se svilupo tute doe le còse… = "Chi nasce povero e brutto ha buone possibilità che, crescendo, si sviluppino entrambe le condizioni".
  241. Chi ch'a baston-a soe bestie a castiga soa borsa = "Chi bastona le sue bestie castiga la sua borsa".
  242. Chi ch'a conta ij fàit sò a l'é nen bon dë stërmé coj dj'àutri = "Chi racconta gli affari suoi non è capace a nascondere quelli degli altri".
  243. Chi ch'a dà da ment a la busca a gionta 'l pajé = "Chi si preoccupa della pagliuzza ci rimette il pagliaio".
  244. Chi ch'a deurm d'agost a patiss la fam d'invern = "Chi dorme d'agosto patisce la fame d'inverno".
  245. Chi ch'a fà coma 'l prèive a dis a va 'n paradis, chi coma 'l prèive a fà, a ca dël Diav a va = "Chi fa come dice il prete va in paradiso, chi fa come il prete, va a casa del diavolo".
  246. Chi ch'a fà na ca an piassa, o a la fà tròp àuta o a la fà tròp bassa = "Chi costruisce una casa in piazza, o la fa troppo alta o troppo bassa".
  247. Chi ch'a fà na còsa ch'a sa ne, a guasta lòn ch'a l'ha 'n tren = "Chi fa una cosa che non sa fare, rovina il lavoro che ha iniziato".
  248. Chi ch'a fà rije j'àutri a fà pioré ij sò = "Chi fa ridere gli altri, fa ridere i suoi".
  249. Chi ch'a l'é abituà a faseuj e polenta ch'as daga nen a le paste dosse = "Chi è abituato a fagioli e polenta non si dia alle paste dolci".
  250. Chi ch'a l'é an àut a pensa mai a robaté = "Chi sta in alto non pensa mai a cadere giù".
  251. Chi ch'a l'é an àut a pensa mai 'd robaté = Chi è in alto non pensa mai a cader giù".
  252. Chi ch'a l'é 'n difèt, a l'é 'n sospet = "Chi è in sospetto è in difetto".
  253. Chi ch'a l'é nà dësgrassià, fin-a le feje a lo mòrdo = "Chi è nato disgraziato, persino le pecore lo mordono".
  254. Chi ch'a l'é nà dësgrassià, fin-a le feje a-j mordo = Chi è nato disgraziato, persino le pecore lo mordono".
  255. Chi ch'a l'é sporcasse la camisa ch'as la polida = "Chi si è sporcato la camicia se la pulisca".
  256. Chi ch'a l'ha falì la stra ch'a torna andré = "Chi ha sbagliato strada torni indietro".
  257. Chi ch'a l'ha gnente da perde, a l'ha gnente da tëmme = "Chi ha niente da perdere non ha nulla da temere".
  258. Chi ch'a l'ha gnun sòld an sacòcia a l'ha l'amel an boca = "Chi ha nessun soldo in tasca ha il miele in bocca", chi non può convincere con il denaro lo fa con la parlantina.
  259. Chi ch'a l'ha 'l cassul an man a tojra com a veul = "Chi ha il mestolo in mano lo gira come vuole".
  260. Chi ch'a l'ha la lenga longa, ch'a l'abia la pel gorëgna = "Chi ha la pelle lunga abbia la pelle coriacea".
  261. Chi ch'a l'ha la mare ch'a piora nen = "Chi ha la mamma non pianga".
  262. Chi ch'a l'ha la testa 'd sira a vada nen al sol = "Chi ha la testa di cera non vada al sole".
  263. Chi ch'a l'ha la testa 'd sira, ch'a vada nen al sol = "Chi ha la testa di cera non vada al sole".
  264. Chi ch'a l'ha mach ëd sòld a l'é 'n pòr diao = "Chi ha solo dei soldi è un povero diavolo".
  265. Chi ch'a l'ha 'n cativ avzin, a l'ha nen rechie sèira e matin = "Chi ha un cattivo vicino non ha requie sera e mattino".
  266. Chi ch'a l'ha na bela fomna a l'é mai sol = "Chi ha una moglie bella non è mai solo".
  267. Chi ch'a l'ha na bon-a cròta a va nen a bèive a l'osterìa = "Chi ha una buona cantina non va a bere all'osteria".
  268. Chi ch'a l'ha na fomna a l'ha 'n padron = "Chi ha una moglie ha un padrone".
  269. Chi ch'a l'ha nen da fé ch'a penten-a ij can = "Chi non ha niente da fare pettini i cani".
  270. Chi ch'a l'ha nen ed cheur per le bestie, a n'ha gnanca pr' ij cristian = "Chi non ha cuore per gli animali non ne ha neanche per la gente".
  271. Chi ch'a l'ha onor a l'é sgnor = "Chi ha onore è signore".
  272. Chi ch'a l'ha reid ël fil ëd la schin-a, da rair a l'andvin-a = "Chi ha la schiena dritta, di rado l'indovina".
  273. Chi ch'a l'ha salute e libertà a l'é rich e nen a lo sà = "Chi ha salute e libertà è ricco e non lo sa".
  274. Chi ch'a l'ha sèmpre mangià fen a stenta abituesse a la paja = "Chi ha sempre mangiato fieno stenta ad abituarsi alla paglia".
  275. Chi ch'a l'ha tanti mesté a stenta a vive = Chi ha tanti mestieri stenta a vivere".
  276. Chi ch'a l'ha un bel nas a l'ha 'dcò un bel bambas = "Chi ha un bel naso ha pure un bello stoppino".
  277. Chi ch'a mangia la moleja da giovo a rusija la cròsta da vej = "Chi mangia la mollica da giovane, rosicchia le croste da vecchio".
  278. Chi ch'a 'ncontra 'n gheub o 'n sòp a 'ncontra dësgrassia = "Chi incontra un gobbo o uno zoppo incontra disgrazia".
  279. Chi ch'a nija as taca fin-a a le ronze = "Chi sta annegando si attacca persino ai rovi".
  280. Chi ch'a peul nen mòrde ch'a mostra nen ij dent = "Chi non può mordere non mostri i denti".
  281. Chi ch'a rij ëd tut, a gòd ëd gnente = "Chi ride di tutto gode di niente".
  282. Chi ch'a rij soens, sovens arij ëd chiel = "Chi ride spesso, spesso ride di sé stesso".
  283. Chi ch'a roba per j'àutri a l'é n'ampicà per chiel = "Chi ruba per gli altri è impiccato per lui".
  284. Chi ch'a sa la stra a peul anche 'ndé al pass = "Chi sa la strada può anche rallentare".
  285. Chi ch'a sà mzuré chiel, a sà mzuré j'àutri = "Chi sa misurare sé stesso, sa misurare gli altri".
  286. Chi ch'a sà nen còs fé djë dné ch'as buta a litighé = "Chi non sa più che farsene dei soldi, che si metta a litigare".
  287. Chi ch'a sà nen seufre a sà nen vive = "Chi non sa soffrire non sa vivere".
  288. Chi ch'a sà nen trové 'l senté për chiel, ch'a-j mostra nen la stra a j'àutri = "Chi non sa trovare il sentiero per sé, non mostri la strada agli altri".
  289. Chi ch'a sà nen trové 'l senté për chiel, ch'a-j mostra nen la stra a j'àutri = Chi non sa trovare il sentiero per sé non insegni la strada agli altri".
  290. Chi ch'a sgata 'l feu a fà seurte lë splùe = "Chi rovista nel fuoco fa uscire le scintille".
  291. Chi ch'a speta la papa fàita, a mangia soens a memòria = "Chi si aspetta la pappa fatta spesso mangia a memoria".
  292. Chi ch'a speta le scarpe d'un mòrt a va 'mpess dëscàuss = "Chi aspetta le scarpe di un morto va scalzo per un bel pezzo"..
  293. Chi ch'a sta për nijé a l'ha nen dabzògn ëd consèj ma d'agiut = "Chi sta per annegare non ha bisogno di consigli ma d'aiuto".
  294. Chi ch'a studia mach con la testa, a 'rziga 'd gionteje la resta = "Chi studia solo con la testa, rischia di rimetterci il resto".
  295. Chi ch'a taja con la lun-a neuva, lòn ch'a trova a trova = "Chi taglia con la luna nuova, quel che trova trova".
  296. Chi ch'a travaja as rangia, chi ch'a travaja nen as grata andova jë smangia = Chi lavora si arrangia, chi non lavora si gratta dove gli prude", il lavoro abitua ad ingegnarsi in tutti i casi della vita.
  297. Chi ch'a vansa 'd sòld a deuv fé tante scale = "Chi deve ricuperare dei soldi deve fare tante scale".
  298. Chi ch'a varda le nìvole a fà pòche mija = "Chi guarda le nuvole fa poche miglia".
  299. Chi ch'a veul avèj un bon ajé, ch'a lo pianta a gené = "Chi vuole avere un bell'aglio, lo pianti a gennaio".
  300. Chi ch'a veul gnun passaròt, ch'a sëmna nen ël baraval = "Chi non vuole passerotti, non semini la panicastrella".
  301. Chi ch'a veul nen ëd pé an sël còl ch'as inchin-a nen = "Chi non vuole piedi sul collo non si inchini".
  302. Chi ch'a veul nen quand ch'a peul a peul nen quand a veul = Chi non vuole quando puà non potrà quando vuole".
  303. Chi ch'a veul specesse ant l'eva ciàira a deuv chinesse = "Chi vuole specchiarsi nell'acqua chiara deve chinarsi".
  304. Chi ch'a veul tanti amis, ch'a na preuva pòchi = "Chi vuole tanti amici, che ne provi pochi".
  305. Chi ch'a veul vive san e lest, ch'a mangia pòch e ch'a sin-a prest = "Chi vuole vivere sano e lesto, mangi poco e ceni presto".
  306. Chi ch'a vija a s-ciara tut = "Chi veglia vede tutto".
  307. Chi ch'a-j fà a-j dis nen e chi ch'a-j dis nen a-j fà = "Chi li fa non li dice ma chi li dice non li fa".
  308. Chi ch'a-j fà a-j dis nen, chi ch'a-j dis a-j fà nen = "Chi li fa non li dice, chi li dice non li fa".
  309. Chi ch'a-j fà ombra a tanti, ch'as guarda da soa ombra = "Chi fa ombra a tanti si guardi dalla sua ombra".
  310. Chi ch'a-j pias ëd bèive a parla sèmper ëd vin = "Chi gli piace bere parla sempre di vino".
  311. Chi ch'as antrapa doe vòlte ant l'istessa pera a l'é 'n mincion = "Chi s'inciampa due volte nella stessa pietra è un minchione".
  312. Chi ch'as arpara sota na frasca, a pija lòn ch'a-j casca = "Chi si ripara sotto una frasca, prende ciò che gli casca".
  313. Chi ch'as divid ëd let, as divid d'afet = "Chi si divide di letto, si divide d'affetto".
  314. Chi ch'as fà teme, a l'é 'l prim ch'a l'ha da teme = "Chi si fa temere è il primo che deve temere".
  315. Chi ch'as maria an pressa, a stanta adasi = "Chi si sposa in fretta, prosegue piano"
  316. Chi ch'as maria sensa dòta a perd soa libertà = "Chi si sposa senza dote perde la sua libertà".
  317. Chi ch'as seta an sla péra as fà doi dann: a së sfrèida 'l cul e a guasta ij pann = "Chi si siede sulla pietra si fa due danni: si sfredda il sedere e si guasta i vestiti".
  318. Chi ch'at lustra dëdnans, a të spòrca daré = "Chi ti lustra davanti, ti sporca di dietro".
  319. Chi ch'at veul bin at rusa, chi ch'at veul malò at rij darera = "Chi ti vuol bene ti sgrida, chi ti vuol male ti ride dietro".
  320. Chi chita d'esse amis a l'é mai stalo = "Chi smette di esserti amico non llo è mai stato".
  321. Chi chita d'esse amis a l'é mai stato = "Chi smette di esserti amico non lo è mai stato".
  322. Chi contra a Dio a tira na pera a-j torna an testa = "Chi tira una pietra contro Dio gli ritorna in testa".
  323. Chi dà e peui pija, ël diav as lo porta via! = Chi dà e poi prende, il diavolo se lo porta via!".
  324. Chi d'amor as pija, ëd ràbia as lassa = "Chi d'amore si prende, di rabbia si lascia".
  325. Chi dël vin a l'é l'amis, ëd chiel istess a l'é nemis = "Chi del vino si fà amico, di lui stesso è nemico"
  326. Chi fà a fala = "Chi fa sbaglia", non si sbaglia a far niente.
  327. Chi feja as fà, ël luv a lo mangia = "Chi si fa pecora il lupo se lo mangia".
  328. Chi gnente a fà, gnente a l'é e gnente a sarà = Chi niente fa, non è niente e niente sarà".
  329. Chi gnente a fà, gnente a l'é, e gnente a sarà = "Chi niente fa, niente è e niente sarà".
  330. Chi mangia le candèile a caga jë stupin = "Chi mangia le candele .. dovrà fare i conti con gli stoppini",
  331. Chi ofend a dësmentia, ma nen chi ch'a l'é ofèis = "Chi offende dimentica, ma non chi è offeso".
  332. Chi paga lòn ch'a deuv, tut lòn ch'a-j resta a l'é sò = "Chi paga quel che deve tutto ciò che gli resta è suo".
  333. Chi përdon-a sensa dësmentié a përdon-a a metà = "Chi perdona senza dimenticare perdona a metà".
  334. Chi pòch a sà, pì a chërd ëd savèj = "Chi poco sa, più crede di sapere".
  335. Chi scansa fatiga a scansa fortun-a = "Chi scansa la fatica scansa la fortuna".
  336. Chi scapa a l'ha sempre tòrt = "Chi scappa ha sempre torto".
  337. Chi scapa a vola = "Chi scappa vola".
  338. Chi së scusa sensa esse acusà a diciara d'avèj pecà = "Chi si scusa senza essere accusato dichiara d'aver peccato".
  339. Chi sëmna spin-e ch'a vada nen dëscauss = "Chi semina spine non vada scalzo".
  340. Chi tròp a s'anchin-a a mostra 'l cul = "Chi troppo s'inchina fa vedere il sedere".
  341. Chi tròp as inchin-a a mostra 'l cul = "Chi troppo s'inchina mostra il culo".
  342. Chi veul ten-e n’amis, ch’a varda tre còse: ch’a l’onora ‘n presensa, ch’a ‘l lauda ‘n assensa, ch’a ‘l giuta ‘n tò bzògn….. Chi vuol conservare un amico, osservi tre cose: l’onori in presenza, lo lodi in assenza, l’aiuti nei bisogni.
  343. Chi viv d'invìdia a meuir dësperà = "Chi vive d'invidia, muore disperato".
  344. Chiel-lì a l'é stàit cagà dal diav quand ch'a l'avìa mal ëd pansa = "Quello lì è stato cagato dal diavolo quando aveva mal di pancia".
  345. Chiel-lì a va a scòla e ij sò a studio = "Quello lì va a scuola ma sono i suoi a studiare".
  346. Chiel-lì a val tant òr quant ch'a n'ha tacà ij pé = "Quello lì vale tanto oro quanto ne ha attaccato i piedi".
  347. Chila-lì as buta tut a còl = "Quella lì si mette tutto addosso", spende tutto per vestirsi.
  348. Ciabotin-a = Organo femminile. L'organo sessuale femminile è detto anche Barbisa, Bërgna, Bërnarda, Beucc dël piasì, Bigeuja, Ciabòt, Ciaflassa, Cicin-a, Ciòrgna, Feudra dël picio, Fifla, Filberta, Filipa, Filipin-a, Marca dla fomna, Michëtta, Përtus ëd l'alegrìa, Përtus ëd le veuje, Pertusin dël pissèt, Pissòira, Porsion ëd mes, Trìfola.
  349. Ciàir coma l'eva 'd na tampa "Chiara come l'acqua di uno stagno".
  350. Ciàir come 'l sol = Chiaro come il sole, una cosa è evidente, palese.
  351. Ciama n'autr! = "chiama un altro!": caspita!. Esclamazione di sorpresa quando ci si trova di fronte a qualcosa che nel bene o nel male supera le aspettative.
  352. Ciamèje a l'òsto se 'l vin a l'é bon = "Chiedere all'oste se il vino è buono".
  353. Ciamlo fòl! = "Chiamalo stupido!": è tutt'altro che stupido!
  354. Ciampòrgna = Donnaccia.
  355. Ciao, fà bon-a mòrt = "Ciao, fa' una buona morte!".
  356. Ciapa ciapa = "Prendi prendi". Era l'epiteto dato anticamente al ministro delle Finanze che pensava soltanto a far cassa, aumentando continuamente le tasse. In seguito ha assunto anche il significato metaforico di inganno, tranello.
  357. Ciapà 'nt lë fëtte = Preso nelle fette. Questa locuzione viene usata per indicare qualcuno che è rimasto invischiato in qualche situazione difficile.
  358. Ciapa rat! = "acchiappa-topi": fanfarone, incapace, un fanfarone o una persona incapace, che tutt'al più può mettersi a dare la caccia ai topi.
  359. Ciapacojon = "Acchiappacoglioni", persona ottusa, stupida, sciocca.
  360. Ciapapóer = Prendi polvere, soprammobile.
  361. Ciapé la pì lesta = Soffrire di diarrea.
  362. Ciapé le farfale = "Prendere le farfalle", essere stravagante, utopista e visionario, dal comportamento insensato.
  363. Ciapé le grive = essere intirizziti,
  364. Ciapé 'n balordon = "Prendere uno svenimento". Il balordon è lo svenimento, il giramento di testa. In senso figurato viene usato quando si prende una cantonata e si fa una gran confusione nella logica di un discorso.
  365. Ciapé na caplin-a = "Prendere una cappellina", un innamoramento improvviso che ti colpisce come una saetta di temporale.
  366. Ciapé na cotò (Ciapé na cotlà) = "Prendersi una coltellata". Si usa quando si finisce per pagare un conto troppo salato e non previsto.
  367. Ciapésse (pijésse) un passaròt = "prendersi un passero" buscarsi un raffreddore.
  368. Ciàu ch'it dijo = Ciao che ti dico, ti saluto.
  369. Cicapoj = "Schiacciapidocchi", una persona noiosa e puntigliosa, proprio come chi va alla ricerca dei pidocchi per schiacciarli ad uno ad uno.
  370. Cicin bujì = Ciccino bollito. Il cicin è la carne tenera e rosea del bambino che in senso metaforico viene bollita per identificare una persona delicata o paurosa.
  371. Cicio bomba = "Ciccio bomba", il bambino in carne, con qualche chilo più bel dovuto, pertanto ciccione e a forma di bomba, in quanto tozzo e ancora basso.
  372. Ciò a scassa ciò = "Chiodo scaccia chiodo".
  373. Cioch coma la giustissia = "Ubriaco come la giustizia".
  374. Cioch coma na bija = "Ubriaco come una biglia".
  375. Cioch come 'n biro = "Ubriaco come un tacchino", intontito.
  376. Ciola e balòss = Fesso e birichino, sciocco e stupidone da un lato, furbetto e bricconcello dall'altro.
  377. Ciolé gnanca a parlene = "Di scopare neanche a parlarne".
  378. Ciòrgn come n'ola / com' un tupin = "Sordo come un'olla / pignattino ad un manico".
  379. Cissa nen la maraja = "Non provocare la marmaglia", non provocare ulteriormente chi è già vivace di suo.
  380. Cissé 'l can = "Stuzzicare il cane".
  381. Cit ma bon = "Piccolo ma buono".
  382. Cito cito = "Zitto zitto". Questa espressione significa "pian piano", praticamente in punto di piedi e in assoluto silenzio.
  383. Ciucé la roa = Succhiare la ruota, nel ciclismo quando si segue a ruota un altro avversario, sfruttando il fatto di farsi tagliare l'aria.
  384. Ciucia, Martin, ch'a l'é bròd d'autin = "Ciuccia, Martino, che è brodo di vigna".
  385. Ciuciabarlèt = "Succhia colchico". Il colchico è una pianta assai velenosa, alle cui tossine mortali non esiste antidoto. Con questa espressione nelle Langhe viene indicato il mediatore di vini e in senso metaforico l'ubriacone.
  386. Ciuciafurmije = "succhia-formiche": persona magra, segaligna.
  387. Ciuto e mosca! = "Zitto e mosca!" Quando si vuole zittire un bambino capriccioso, la moglie ciarliera, il coinquilino troppo vivace nelle ore del riposo.
  388. Coco = Stupido, ottuso. Ma viene usato anche come espressione di derisione, in pratica a dire: non vi è nulla per te, facendo il verso al cuculo.
  389. Coj ch'a n'han pro as ampico = "Quelli che ne hanno abbastanza si impiccano".
  390. Coj ëd Mondvì a son ëd coercc ëd ramin-a = "Quelli di Mondovì sono coperchi di pentola".
  391. Coj ëd Morëtta a diso ch'a van ma a stan 'ncora n'orëtta = Quelli di Moretta, dicono che vanno ma stanno ancora un'oretta".
  392. Coj ëd Turin a parlo da bin = "Quelli di Torino parlano bene".
  393. Col ch'a l'é stàit brusà da l'eva càuda a l'ha paura fin-a dla frèida = "Quello che è stato bruciato dall'acqua calda ha paura persino della fredda".
  394. Col ch'a l'ha pì tòrt a crija pì fòrt = "Quello che ha più torto grida più forte".
  395. Còlera e vendicassion a son càusa 'd ruin-a e 'd distrussion = "Collera e vendetta sono causa di rovina e di distruzione".
  396. Com at diso? (com a-j diso?, etc.) = "come ti dicono?" (come gli dicono? etc.): come ti chiami (come si chiama? etc..
  397. Coma na barca ant un bòsch = Come una barca in un bosco.
  398. Comanda e fò da ti = "Comanda e fa da te".
  399. Come fé la prédica ai ciòrgn = "Come fare la predica ai sordi", è inutile.
  400. Compare pajassé = "Compare paraninfo", padrino. Con il termine pajassé, oltre al fabbricante o venditore di pagliericcio, si intende anche il compare di battesimo o di matrimonio.
  401. Compliment a la giassa = "Complimenti al ghiaccio". Sotto un'apparente cortesia, certi complimenti lasciano gelato l'interlocutore che riceve una stilettata quasi sempre accompagnata da un sorriso.
  402. Con ël cheur a la man = "Con il cuore alla mano". con grande generosità e disponibilità. Anche con sincerità e franchezza, con onestà, riferito a un discorso, un consiglio o simili.
  403. Con ël feu as preuva l'òr, con l'òr la fomna, e con la fomna l'òm = "Con il fuoco si prova l'oro, con l'oro la donna e con la donna l'uomo".
  404. Con ël feu as preuva l'òr; con l'òr as preuva la fomna; con la fomna as preuva l'òm e con ël maleur j'amis = "Col fuoco si prova l'oro, con l'oro si prova la donna, con la donna si prova l'uomo e con le disgrazie si provano gli amici".
  405. Con ij barbis a-j nass gnun = "Con i baffi non nasce nessuno", solo gli anni danno saggezza e astuzia.
  406. Con ij fiòch e le frange = Con i fiocchi e le frange. Una cosa o persona che si presenta in modo affettato, in pompa.
  407. Con ij sòid e l'amicissia as romp ël cheul ëd la giustissia = Con i soldi e l'amicizia si rompe il collo alla giustizia).
  408. Con ij sòld a la man = "Con i soldi alla mano", "il denaro ci rende indipendenti". Insomma, soldi alla mano si può andare dove si vuole, sicuri del proprio buon diritti.
  409. Con ij sòld a la man as cata tut lòn ch'as veul = "Con i soldi alla mano si fa tutto quel che vuole".
  410. Con ij sòld a la man as fà sèmpe 'd bon contrat = "Con i soldi alla mano si fanno sempre buoni contratti".
  411. Con ij sòld as cata nen tut = "Con i soldi non si compra tutto".
  412. Con ij sòld as cata tut = "Con i soldi non si compra tutto".
  413. Con ij vilan la gentilëssa a val pòch = "Con i villani la gentilezza vale poco".
  414. Con j'amis a venta nen andé nì con ij se nì con ij ma =" Con gli amici non bisogna andare né con i se, né con i ma", perché si deve loro parlare in modo diretto e sincero.
  415. Con j'arme e con ël feu a venta nen badiné = "Con le armi e con il fuoco non bisogna scherzare".
  416. Con la fam, ël pan dur a dventa frolo = "Con la fame il pane duro diventa morbido".
  417. Con la fortuin-a a-i veul ëd coragi = "Con la fortuna ci vuole coraggio".
  418. Con la passiensa as meuir ëdcò 'd fam = "Con la pazienza si muore anche di fame".
  419. Con la passiensa la feuja 'd mor a dventa seda = "Con la pazienza la foglia di gelso diventa seta".
  420. Con la pel dël can as arsan-a la mordiura = "Con la pelle del cane si guarisce la morsicatura".
  421. Con la pel dël can as san-a la mordiura = "Con la pelle del cane si risana il morso", il cane aggreessivo va fatto fuori...
  422. Con le bele manere as perd mai nen = "Con le buone maniere non si perde nulla".
  423. Con le birbe, 'l galantòm a fà la figura dël cojon = "Con i disonesti, il galantuomo fa la figura del fesso".
  424. Con le fior as fà nen na sternìa = "Con i fiori non si fa un selciato", devono esserci gli strumenti adeguati.
  425. Con na prèisa 'd mi 'm n'anfòt, ij fastidi as buto sòt = "Con una presa di 'me ne frego', i fastidi si mettono sotto".
  426. Con përmess, la metà a l'é sèmper an mes = "Con permesso, la metà è sempre in mezzo".
  427. Con pòch as viv, con gnente as meuir = "Con poco si vive, con niente si muore".
  428. Con soe ciàpole a sëccherìa 'l Pò e la Dòira = "Con le sue inezie seccherebbe Po e Dora". una persona solita a far cose da nulla, senza valore, Inezie al punto di riuscire a far vergognare addirittura il Po e la Dora, tanto da prosciugarli.
  429. Conforma come ch'a bat la stissa = "A seconda di come batte la goccia", un comportamento opportunistico, tipico di colui che sa barcamenarsi secondo le diverse situazioni in cui viene a trovarsi: arte di arrangiarsi per sopravvivere.
  430. Conòsse da che pé un a sòpia = sapere da che piede uno zoppica, conoscere i difetti di uno.
  431. Conòsse ij liber da la feudra = Conoscere i libri dalla copertina, avere una grande capacità di intuizione.
  432. Conòsse la maciavélica = "Conoscere la machiavellica". Il termine indica lo stratagemma, il raggiro, l'inganno.
  433. Conòsse l'erba ch'a fà 'l gran = "Conoscere l'erba che fa il grano". Chi con una semplice occhiata è capace di distinguere il grano in erba da tutte le erbacce è un agricoltore esperto, furbo, capace nel suo mestiere.
  434. Consèj da vej e agiut dai giovo = "Consigli dai vecchi ed aiuti dai giovani".
  435. Conserveve da le càmole! = "Conservatevi dai tarli!". Un'espressione usata per "state in buona salute", con l'augurio di stare lontani dai malanni che vengono assimilati ai tarli.
  436. Contacc ch'at pija! = Peste ti colga!
  437. Contacc! = (Contagio) Perdinci! Riferita alle pesti del 1559 e 1631 che colpirono particolarmente Torino: morirono 8 mila persone, riducendo gli abitanti ad appena tremila persone.
  438. Conté coma 'l manich ëd la cavagna = " Contare come il manico della cesta".
  439. Conté dël sol e dla lun-a = "Raccontare del sole e della luna", parlare del più e del meno.
  440. Conté dla rava e dla fava = "raccontare della rapa e della fava": chiacchierare del più e del meno, fare chiacchiere senza venire al dunque.
  441. Conté la stòria 'd Màntoa e 'd Veròn-a = "Raccontare la storia di Mantova e Verona". Mantova e Verona, assieme a Peschiera e Legnago, facevano parte dello storico quadrilatero e vissero intensamente il Risorgimento italiano. In senso metaforico raccontarne le vicende di quel periodo vuole dire saper ripercorrere una storia lunga e incredibile.
  442. Conté la stòria dël luv = "Raccontare la storia del lupo", tenere i soliti discorsi impersonali; far perdere tempo.
  443. Content coma na Pasqua = "Contento come una Pasqua", essere felice e soddisfatto (come dopo le rinunce della Quaresima).
  444. Content come Vigio 'n cròta = "Contento come Giovanni in cantina".
  445. Content ti, content tuti = "Contento te, contenti tutti".
  446. Contra doe fomne gnanca 'l diav a peul nen dila = "Contro due donne neanche il diavolo può dire qualcosa", le donne ne sanno sempre una più del diavolo.
  447. Contra ij verm = Contro i vermi, qualcosa di rivoltante, questa locuzione potrebbe derivare dall'esperienza del gusto rivoltante del vermifugo.
  448. Contra l'amor e la mòrt a val nen esse fòrt = "Contro l'amore e la morte non serve essere forti".
  449. Contra le grame lenghe a basta nen na corassa = "Contro le lingue cattive non basta la corazza".
  450. Contra tute le tentassion = "Contro tutte le tentazioni": anziché tentare l'uomo finisce per fare da respingente, tanto è la sua bruttezza e sgradevolezza nei modi di essere e di fare.
  451. Copa bass ch'it n'avras = "Taglia basso che ne avrai" (si riferisce al gioco delle carte).
  452. Coragi, fieuj, scapoma! = "Coraggio, figlioli, scappiamo!".
  453. Coragi, fieuj, scapoma! = Coraggio, ragazzi, scappiamo! Un'incitazione che si usa soprattutto quando si teme che proseguire nel cammino sia un azzardo e si ritiene di dover voltare le spalle ed andarsene. In fretta, ovviamente.
  454. Core com un lasertin = "correre come una piccola lucertola": correre velocemente, non avere un momento di sosta. il verbo può essere un altro equivalente, ma di solito è "core".
  455. Core la pòsta = "Correre la posta", buttarsi a capofitto in un'impresa, assolvere un'incombenza, ma in modo affrettato e precipitoso.
  456. Cornajass a l'ha mai portà bon-a neuva = "Le cornacchie non hanno mai portato buone notizie".
  457. Cornajass! = Cornacchia!
  458. Cortesìa 'd boca e la man al cape l, a costo pòch e a l'é bon e bel = "Cortesia di bocca e mano al cappello, costano poco e sono buone e belle".
  459. Còs a l'é 'l matrimòni? Pior, masnà spòrche për ca, cativ odor, savatà da demòni = "Cos'è il matrimonio? Pianti, bambini sporchi per casa, cattivi odori, ciabattate da demoni...".
  460. Còsa ch'a fà rije ij pito = "cosa che fa ridere i tacchini", cioè "cosa ridicola".
  461. Cossiensa a la maja bërnarda = "coscienza alla maglia bernarda": "coscienza elastica" e molto, molto accomodante.
  462. Cossiensa sensa siensa a l'é mej che siensa sensa cossiensa = "E' meglio la coscienza senza la scienza della scienza senza coscienza".
  463. Costa l'é bela! = "Questa è bella!", espressione di stupore viene usata quando ci si trova di fronte ad una situazione curiosa e imprevista.
  464. Costé car e salà = "Costare caro e salato". Un tempo il sale era un bene preziosissimo, tanto che i Romani lo impiegarono per alcuni secoli come forma di retribuzione di magistrati e militari.
  465. Cristian d'òr = Cristiano d'oro. Si usa ad indicare una persona semplice, un buon uomo, per l'appunto un cristiano d'oro.
  466. Cros stropià, s'i diso la busìa i resto stropià = "Croce incrociata, se dico una bugia che resti storpio".
  467. Cuché an sël lobiòt = "beccare sul balcone": cogliere sul fatto.
  468. Cupio = Omossessuale. Tra gli epiteti più invasivi e denigratori, proprio perché originariamente indicava il pederasta. Simili sono anche: Culatin, Anculador e Glòbo.